Pietro Consagra


La mostra prosegue fino a sabato 28 gennaio 2012 
Maquette realizzata per la mostra 'Iron Sculptures', Spoleto Usa festival, Charleston, 1978La mostra di Pietro Consagra che si aprirà il 26 novembre a Palermo, oltre a una serie di 20 disegni di vari periodi, analizza il lungo interesse riservato da Consagra alla produzione di multipli e di grafica (incisioni e litografie).
Saranno esposti 18 multipli (bifrontali, estensioni, girevoli, sottilissime), 30 opere grafiche e 3 libri d’artista.
La scelta non è casuale poichè per Consagra i multipli non sono una mera 'riproduzione d'arte' , non sono il surrogato dell'opera unica. Piuttosto esprimono, come ha scritto Giuseppe Appella nell'introduzione ad un piccolo e prezioso volume pubblicato nel 1995 dalle Edizioni della Cometa "un esercito di oggetti liberi che producono valore, che confermano, esemplare dietro esemplare, la convinzione di essersi espresso, di aver divulgato al massimo i principi della scultura frontale".
Tra i disegni, e le relative litografie, un rilievo particolare sarà dato alla serie “Omaggio a Serpotta”, realizzate nel 1981, dopo il viaggio a Palermo, del 1980, per il “Premio Mondello” assegnato a Vita mia uscito per Feltrinelli. In quella occasione, era tornato a rievocare i lunghi pomeriggi trascorsi, tra il 1941 e il 1944, mentre frequenta l’Accademia di Belle Arti, davanti alle sculture del Serpotta e a riconsiderare l'effetto che avrebbero fatto su un uomo e uno scultore già maturo.
Consagra, quindi, ridisegna, seduto sulle stesse panche d’allora, le sculture di quello che considerava un suo maestro, avendo in mente, come dice nella breve prefazione al volume Omaggio a Serpotta, pubblicato nel 1981 da L’Arco Edizioni d’Arte, “la suggestione del rapporto di Serpotta con le donne”.
In mostra anche due maquette in legno realizzate ad Alcamo per lo
Spoleto Usa Festval di Charleston del 1978 provenienti dalla collezione della Fondazione Orestiadi di Gibellina.


Pietro Consagra (Mazara del Vallo 1920 - Milano 2005) è stato un grande scultore. Dopo avere studiato all'Accademia di Palermo si trasferì a Roma (dal 1944) con R. Guttuso, orientandosi poi ben presto verso l'astrattismo (nel 1947 è stato tra i fondatori del gruppo Forma 1). Nelle sue opere in bronzo, ottone, ferro, legno, Consagra predilige lo svolgimento nelle due dimensioni, conferendo all'oggetto scolpito, solcato da graffiti, tagli, elementi in rilievo, un significato drammatico di limite dialetticamente opposto allo spazio in profondità che si sviluppa al di là di esso. Il suo interesse per problematiche architettoniche e urbanistiche si è concretizzato nella proposta utopica delle Città frontali (1969) e nelle realizzazioni a Gibellina (1976-81, tra cui la grande stella in acciaio detta Porta del Belice). Autore di La necessità della scultura (1952), vincitore del Gran Premio alla Biennale di Venezia del 1960, C. si è dedicato anche a pittura e grafica. Nel 1980 ha pubblicato l'autobiografia Vita mia. Tra le ultime sculture monumentali si ricorda nel 1998 quella posta in largo S. Susanna a Roma. Nel 2000 nella Galerie der Stadt a Stoccarda è stata dedicata una sala all'artista. Nel 2007 alla Galleria Lo Scudo di Verona e in contemporanea al Museo di Castelvecchio si è svolta una importante rassegna che ne ha ripercorso quaranta anni di attività.


L'Umiltà, Oratorio di San Lorenzo, Palermo, disegno, 1981