Segnalibri | Mario Di Miceli

Mario Di Miceli
Segnalibri
a cura di Eva Di Stefano - Osservatorio Outsider Art
22 marzo-13 aprile 2019

in collaborazione con le associazioni: Viviamo in positivo e Mente libera
con la partecipazione di: Editori allo scoperto, Palermo
Si ringrazia: ASP6

Di Miceli

Da venerdì 22 marzo fino a sabato 13 aprile Nuvole ospita una mostra di Mario Di Miceli a cura dell’Osservatorio Outsider Art. E’ questa la seconda tappa di una collaborazione con l’Osservatorio iniziata due anni fa con l’esposizione di trenta carte di Germana Dragna. Mario Di Miceli (Messina 1965, vive a Palermo), è una recente ‘scoperta’ dell’Osservatorio. Nel numero 12, dell’Autunno 2016 della rivisita dell’Osservatorio Eva Di Stefano ci racconta di questa vicenda umana. Accanto alla pittura su stoffa, con la quale ha iniziato riciclando soprattutto vecchie camicie, da un po’ di tempo a questa parte Mario Di Miceli ,che ama leggere quanto disegnare, si è cimentato a sintetizzare, in una serie di cartoncini verticali cm. 21 x 6 esposti in questa mostra, i suoi originali incastri figurativi di simboli e personaggi, tutto il suo universo fantastico e pop. I disegni realizzati con naturalezza, d’istinto, sono diretta espressione di una necessità interiore. Ma al tempo stesso ‘ sono una sfida’ perché la piccola dimensione verticale costringe a ‘concentrare il proprio mondo espressivo in uno spazio essenziale, dove tutto è visibile e nessuna incertezza può essere nascosta; gli viene richiesta perciò più che mai precisione e chiarezza di segno, ed allo stesso tempo una speciale levità grafica, perché un segnalibro deve sempre accompagnare, ma non sopraffare la lettura.’ (Eva Di Stefano)

Durante la mostra sarà possibile conoscere e acquistare il libri editi dalle case editrici aderenti a Editori allo scoperto e saranno organizzate alcune presentazioni di libri dei quali si darà notizia. Perché questa mostra è anche un invito alla lettura perché “il segnalibro è un compagno di lettura, ma anche un segnatempo, la lancetta di un dialogo interrotto o sospeso, di una pausa di riflessione o del sonno sopraggiunto. Ma, il segnalibro d'autore è anche qualcosa di più: un colpo d'occhio tra le pagine, un sorriso, un ricordo, una fonte d'ispirazione grafica. Una piccola opera d'arte funzionale”.

TESTO EVA DI STEFANO
La storia del segnalibro è lunga quanto quella del libro. All'inizio si trattava di un semplice nastro di seta fissato alla rilegatura con la funzione di indicare il punto da cui riprendere la lettura interrotta. In seguito diventò un oggetto indipendente, verticale e sottile, da inserire tra le pagine, decorato e dipinto, povero o prezioso, personalizzato come un ex libris, fino a diventare un vero e proprio oggetto da collezione. Una collezione speciale e intima che ha il grande vantaggio di occupare poco spazio. Il segnalibro è un compagno di lettura, ma anche un segnatempo, la lancetta di un dialogo interrotto o sospeso, di una pausa di riflessione o del sonno sopraggiunto. Ma, il segnalibro d'autore è anche qualcosa di più: un colpo d'occhio tra le pagine, un sorriso, un ricordo, una fonte d'ispirazione grafica. Una piccola opera d'arte funzionale. Per un artista il suo piccolo formato e la verticalità rappresentano sempre una sfida: deve concentrare il proprio mondo espressivo in uno spazio essenziale, dove tutto è visibile e nessuna incertezza può essere nascosta; gli viene richiesta perciò più che mai precisione e chiarezza di segno, ed allo stesso tempo una speciale levità grafica, perché un segnalibro deve sempre accompagnare, ma non sopraffare la lettura. Mario Di Miceli (Messina 1965, vive a Palermo), che ama leggere quanto disegnare, si è cimentato a sintetizzare, in una serie di cartoncini verticali cm. 21 x 6, i suoi originali incastri figurativi di simboli e personaggi, tutto il suo universo fantastico e pop, fino a poco tempo fa destinato principalmente a dipinti su stoffa. A colori con accostamenti cromatici a volte audaci, o in un più enigmatico bianco e nero, ogni segnalibro si presenta come un piccolo totem propiziatorio, a volte anche buffonesco, o come la scheggia babelica di un'altra storia nascosta forse nella nostra lettura.Ciascuno di questi segnalibri è un'opera a sé stante, ma come con la carta di un mazzo di tarocchi, è anche possibile mescolarli tra loro e creare delle giocose sequenze. Nei disegni netti ed angolosi riconosciamo torri, serpenti, alberi, case, pinocchi, pesci volanti, parti anatomiche etc., impilati acrobaticamente l’uno sull’altro a suggerire un mondo alla rovescia dove si cammina sulla testa con i piedi rivolti all'insù. Inseriti tra le pagine di un libro, rappresentano un respiro ironico, una sosta sorridente, un invito a guardare le cose da un altro punto di vista. Se invece sottratti all’uso e incorniciati, si trasformano in surreali cartoon pronti a generare una enigmatica narrazione senza parole. Mario di Miceli disegna con naturalezza, non per mestiere né per illustrare una teoria estetica o una concettualizzazione preliminare. La sua arte è l'espressione diretta di una necessità interiore, di un istinto vitale, come quello che spinge l'albero a dare i suoi frutti. Questa è un'ottima definizione di arte outsider, anzi forse la sola possibile.

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